Le imprese familiari italiane sono alla base della nostra economia e fanno gola agli investitori. Ma quali sono i punti di forza e le incognite del family-run business?

Molte delle eccellenze del Made in Italy condividono dei tratti comuni peculiari, tra cui la componente familiare. Le imprese familiari italiane, infatti, vincono sulla scena internazionale perché portano avanti valori legati alla storia e alla tradizione, sono sostenute in una crescita costante da valori divenuti sempre più profondi nel succedersi delle generazioni.

E sempre più spesso queste aziende scelgono la Borsa per affrontare le sfide più ambiziose. La Borsa è, infatti, capace di valorizzare tutti quegli asset intangibili fatti di tradizione, legame con il territorio e orgoglio generazionale, trasportandoli verso la capacità di cambiamento e l’affermazione su scenari internazionali.

Tra i segreti del successo delle aziende familiari ci sono i cosiddetti capitale sociale e capitale paziente.

  • Per capitale sociale si intende l’attaccamento ai valori sociali legati al rispetto della tradizione e dei dipendenti. Si opera in una realtà che è vissuta come un proprio bene e si punta sempre sulla qualità. Inoltre, il confronto diretto è segnato da legami di sangue ed è perciò sentito come più vero. Infine garantire a clienti, fornitori e investitori lo stesso nome, se non addirittura lo stesso volto, nel corso degli anni è sinonimo di stabilità.
  • Per capitale paziente, invece, si intende la lungimiranza tipica di queste aziende. Più che al guadagno immediato, infatti, le aziende familiari mirano al consolidamento e alla sicurezza per i propri eredi. E quando l’azienda è quotata in Borsa, il capitale paziente è ancor più apprezzato dagli investitori.

Il successo delle imprese familiari italiane sta nel passaggio generazionale

Gli esperti sono d’accordo nell’affermare che il grande successo di un’impresa familiare arriva quando le nuove generazioni colgono il DNA imprenditoriale dell’azienda e lo trasformano in qualcosa di nuovo.

Gli eredi di queste aziende, infatti, ne conoscono a fondo la vera essenza e possono trasformarla garantendo continuità. Questo, ovviamente, non vuol dire escludere a priori manager esterni o partecipazioni finanziarie, che anzi, si rivelano indispensabili quando l’impresa cresce.

La Borsa fa bene alle famiglie, e la famiglie fanno bene alla Borsa

Non c’è dunque incompatibilità tra aziende familiari e Borsa, anzi! Le imprese di questo tipo rappresentano per il mercato una garanzia di solidità che gli investitori apprezzano.

Le imprese familiari, proprio grazie al loro carattere familistico e al loro legame con il territorio, hanno una solidità e una stabilità temporale che quelle non familiari faticano ad avere. E chi va in Borsa con queste premesse ha più appeal, perché il mercato vede queste aziende meno volatili e più lungimiranti.

Quando un’azienda familiare va sul listino con un nome che coincide con il proprio brand, accade una sinergia interessante tra azienda e investitori: c’è coincidenza di intenti, l’obiettivo comune è quello di portare avanti il nome familiare, sinonimo di tradizione e qualità.

Insomma, le imprese familiari italiane che poggiano su più generazioni sono la base della nostra economia, e rappresentano la migliore premessa per il rilancio del Paese.

Le grandi aziende familiari italiane

Ma quali sono queste imprese familiari che fanno grande l’economia italiana?

Appartenenti a diversi settori (moda, automotive, food, lusso…), con le loro storie sono testimoni dei cambiamenti socio-economici dell’Italia. E nonostante i loro percorsi siano differenti tra loro, ad accomunarle c’è sempre il legame familiare, il rispetto del territorio e delle tradizioni, oltre che una vincente visione imprenditoriale.

Se guardiamo al settore moda impossibile non citare Salvatore Ferragamo, Missoni, Kiton, Damiani Gioielli e René Caovilla, tutti alla terza generazione.

Terza generazione anche per Fendi, maison attiva ormai da più di novant’anni e che dal 1999 fa parte del portafoglio del gruppo francese LVMH. E ancora abbiamo Etro, casa di moda guidata oggi dai quattro figli del fondatore Gimmo, Bulgari e Luisa Spagnoli, azienda arrivata alla quarta generazione.

Se, invece, pensiamo al food, possiamo citare Giovanni Rana, fondatore del gruppo Pastificio Rana. La sua peculiarità sta nell’aver sempre rifiutato le offerte dei grandi gruppi del settore alimentare e, soprattutto, nell’essere diventato egli stesso testimonial della sua azienda, apparendo in numerosi spot pubblicitari. Oggi Giovanni Rana è Presidente del Pastificio Rana e a condurre l’azienda è suo figlio Gian Luca Rana (Amministratore Delegato).

Proseguiamo con Barilla, grande nome del settore alimentare italiano e impresa familiare a tutti gli effetti. La famiglia Barilla, infatti, è alla guida dell’azienda da oltre 143 anni: attualmente la Barilla è in mano a Guido, Luca, Paolo ed Emanuela, quarta generazione.

Non c’è settore più legato alla famiglia e alla tradizione di quello alimentare dolciario. Lo sanno bene le aziende Balocco e Bauli, da sempre legate (sia nella forma che nella sostanza) alla componente familiare.

Balocco è stata fondata nel 1927 a Fossano da Francesco Antonio Balocco. In seguito il figlio Aldo ha portato al successo l’azienda di famiglia (che era partita come semplice laboratorio artigianale), e dagli anni Novanta è stato affiancato dalla terza generazione Balocco, Alessandra e Alberto. Quest’ultimo oggi è presidente e amministratore delegato.

Bauli, invece, è da sempre legata ai prodotti da ricorrenza come Pandori e Colombe ma ha pian piano acquisito altri marchi e altri prodotti. Ma negli anni, nonostante si sia ingrandita, l’azienda è sempre rimasta legata al territorio di Verona e alla famiglia Bauli, con Alberto (terza generazione) che oggi ricopre il ruolo di presidente.

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