Il successo di un’azienda dipende anche da fattori grafici ed estetici, e lo dimostrano i loghi famosi che hanno fatto la storia di importanti multinazionali

Sono il volto di un brand e nel corso degli anni si fanno portatori di un messaggio, oltre che testimoni dei cambiamenti storici e sociali: i loghi che accompagnano le grandi aziende internazionali svolgono un ruolo fondamentale per la comunicazione e le strategie di marketing.

Ecco perché in molti hanno dedicato ampio spazio allo studio di questo fenomeno divenuto uno specchio dei cambiamenti del mercato e dei nuovi bisogni dei consumatori. Insomma, i loghi famosi che hanno fatto la storia possono raccontarci tanto non solo delle singole aziende, ma anche del mercato in generale.

Scopriamo insieme la storia dei loghi più celebri di sempre.

Barbie: i loghi famosi della nostra infanzia

Iniziamo subito con la bambola più amata e desiderata di sempre. Compagna di gioco di tantissime bambine nel mondo, nel tempo Barbie è diventata il simbolo di femminilità, allegria e spensieratezza, ma ha anche accompagnato le ragazze attraverso numerosi cambiamenti storici.

La sua silhouette (sempre al centro di commenti e critiche) si è adattata ai trend e negli ultimi anni è diventata il simbolo di inclusività: dalla prima bambola afroamericana a quella con l’hijab, passando per la Barbie curvy, con un arto artificiale o senza capelli.

Insomma, il mondo di Barbie deve abbracciare tutti, senza alcuna distinzione. Simbolo di questo successo è stato anche il logo, che ha saputo adattarsi ai cambiamenti storici senza però abbandonare la sua natura: dall’iconico colore rosa su fondo bianco, ha subito cambiamenti stilistici del font ma con uno stile sempre minimal e ironico, che richiama alla spensieratezza, al gioco e alla femminilità.

Chanel

La maison francese è universalmente conosciuta per il suo iconico logo della doppia C, tra i loghi famosi più amati e imitati al mondo. Facilmente riconducibile alle iniziali della stilista Coco Chanel, in realtà ci sono alcune leggende riguardo l’origine del marchio.

Non pochi particolari della vita di Mademoiselle Chanel sono avvolti nel mistero. Mistero che lei stessa aveva creato e che ancora oggi la rendono una delle figure più amate, ammirate e imitate al mondo. Ed ecco che anche la storia del suo logo risulta poco chiara e, appunto, misteriosa. Si racconta, ad esempio, che il bisnonno di Chanel avesse l’abitudine di incidere i mobili di casa con le sue iniziali.

Il problema, però, era che le iniziali del suo nome Joseph Chanel corrispondevano a quelle di Gesù Cristo: da qui l’idea di scrivere una doppia C, che Coco Chanel riprese per la sua maison. Altre fonti, invece, affermano che le due C siano nate durante il soggiorno di Coco presso la dimora Château de Crémat, sulle colline di Nizza, che oggi è una tenuta vinicola e location di grande prestigio. Pare che durante una visita alla tenuta Chanel scorse un dettaglio che le diede poi l’idea per il suo logo.

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Foto © andersphoto / Shutterstock.com

Coca Cola

Tra i loghi famosi in tutto il mondo è impossibile non citare il marchio Coca Cola, uno dei brand più amati e più potenti del mondo. La celeberrima scritta Coca-Cola fu introdotta come un semplice adattamento dello stile Spencerian in corsivo, ma in breve tempo riscosse un notevole successo non solo tra i dipendenti dell’azienda (che lo approvarono all’unanimità) ma anche tra il pubblico.

Negli anni, poi, è diventato un marchio distintivo e unico, riconoscibile e riconosciuto in tutto il mondo. Facendo un confronto, è evidente come il logo sia rimasto pressoché invariato dal 1900 ad oggi, fatta eccezione per l’introduzione a partire dal 1987 dei colori rosso e bianco, che evocano vivacità ed energia.

Un logo e un’azienda così potenti e famosi da potersi permettere anche strategie di marketing inedite, che in qualche modo “nascondono” il nome del brand. Stiamo parlando della campagna “Condividi una Coca-Cola” che nel 2013 ha sostituito il nome della bevanda sulle bottiglie e le lattine con nomi di battesimo, nomi generici o modi di dire.

Un esempio iconico di come un logo così potente possa perfino permettersi di sparire momentaneamente.

Lacoste

La casa di moda francese fondata dal tennista René Lacoste è universalmente nota per il suo logo, formato da un piccolo coccodrillo verde. In realtà “coccodrillo” era il soprannome che la stampa americana aveva dato al tennista e che poi era diventato un simbolo riconosciuto in tutto il mondo.

Lacoste amava raccontare: “La stampa statunitense mi ha soprannominato Il Coccodrillo in seguito ad una scommessa che avevo fatto col Capitano della squadra francese della Coppa Davis. Mi aveva promesso una valigia in coccodrillo se avessi vinto una partita importante per la squadra. Il pubblico americano si è ricordato questo soprannome che sottolineava la tenacia da me dimostrata sui campi da tennis, in quanto non mollavo mai la preda! Il mio amico Robert George mi disegnò un coccodrillo che fu poi ricamato sul blazer che indossavo in campo“.

Fu così che il suo soprannome divenne il logo designato per il suo brand di abbigliamento, il cui caposaldo era sicuramente la polo.

Nel corso degli anni il logo non ha subito notevoli cambiamenti, fatta eccezione per l’iniziativa Save Our Spacies del 2019 e 2020: il coccodrillo ha lasciato il posto a dieci animali in via d’estinzione per una collezione in edizione limitata, il cui ricavato è andato a sostegno della IUCN (Internationa Union for Conservation of Nature).

Nike

Tante sono le storie e gli aneddoti che si susseguono riguardo uno dei loghi più celebri al mondo. Denominato ufficialmente Swoosh, il logo fu inventato nel 1971 da Carolyn Davidson, una studentessa di grafica alla Portland State University, che realizzò il disegno su richiesta di Phil Knight, un insegnante che all’epoca stava lavorando per fondare la Blue Ribbon Sports (BRS), la futura Nike.

Secondo alcune indiscrezioni, Carolyn Davidson presentò varie proposte e fatturò il lavoro 35 dollari. Undici anni dopo Knight diede alla Davidson un anello d’oro con il simbolo dello Swoosh, oltre a una busta piena di azioni dell’azienda Nike, in segno della propria gratitudine.

Sin dalle prime versioni il logo si presenta con una combinazione tra il classico marchio Swoosh (chiamato anche baffo) vuoto e il logotipo Nike in un font minuscolo.

Nel 1978, poi, il logo subisce un restyling: il marchio diventa pieno e il logotipo viene riposizionato in alto e diventa una scritta maiuscola composta dal font Futura Bold condensed oblique.

Rai: evoluzione dei loghi famosi

Tra i loghi famosi nella nostra penisola quello della Rai occupa sicuramente un posto speciale nel cuore degli italiani. Nato nel 1954, il logo ha subito numerosi cambiamenti e interventi di restyling.

Il primo fu realizzato dal pittore e architetto Erberto Carboni e aveva lettere squadrate dal grande impatto visivo. Nel 1982 la Rai decise di affidare la grafica a un’azienda esterna, la Ara, che realizzò un logo che ha resistito fino al 2000 e che si può ancora vedere in alcune sedi Rai.

Nel nuovo logo le tre lettere erano tutte maiuscole unite tra loro e raccordate con curve regolari. Inoltre, i canali furono ufficialmente denominati Raiuno, Raidue e Raitre, scelta dettata dalla nascita delle reti Fininvest e dalla necessità di differenziarsi: a ognuna venne associato un colore primario e una forma geometrica tridimensionale.

Il grande cambiamento arrivò poi nel 2000, quando è stato adottato il carattere Futura con accanto l’immagine di una farfalla che in realtà è anche la rappresentazione di due visi che si guardano. Il logo racchiudeva la nuova corporate identity proposta dall’azienda: il blu corrispondeva alla tecnologia, la farfalla alla libertà, i due volti al dialogo e l’interattività.

Con il passaggio al digitale terrestre la Rai mette in atto una nuova strategia di branding: la farfalla scompare in favore di un nuovo logo quadrato realizzato dalla società Frame by Frame.

Il colore blu resta come evocazione della tecnologia e dell’ambito istituzionale.

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